Tribeca LIBRANDO rassegna letteraria e non solo Ravenna
Ravenna • Arte & Cultura • Mercoledì 07 Maggio 2014 • Ore 18:00
Mercoledì 7 maggio alle 18: Tribeca LIBRANDO rassegna letteraria e non solo.
"Anime in penna" "E perchè dovrei pentirmi?"
Romanzo di Ornella Fiorentini (edizione Tabula Fati)
"Il pappo e il dindi; e il fottere" aforismi di
Carlo Sorrentino (edizione Moderna).
Saranno presenti gli autori, "voci" di Francesca Mazzoni e di Franco Costantini.
di Marilena Spataro
A pochi mesi dal suo esordio come scrittore di epigrammi, è già un caso letterario. Nel suo libro, Il pappo e il dindi; e il fottere (ed. Tipografia Moderna), titolo preso significativamente a prestito dalla Divina Commedia (Purgatorio XI 105), Carlo Sorrentino si cala nella bolgia umana utilizzando la scrittura come un passepartout dalla lama sottile e acuminata per penetrare e, quindi, descrivere le principali categorie e pulsioni che caratterizzano la condizione dell'uomo: il cibo, il denaro, l'inganno e il sesso. E a Ravenna, sua città di adozione, c'è già chi lo paragona a Umberto Saba di Scorciatoie o chi, addirittura, lo considera erede del poeta e inarrivabile epigrammista Marziale, la penna più graffiante dell'antica Roma.
In effetti, ogni pagina scritta da Sorrentino trasuda della lezione dei più noti e geniali maestri dell'aforisma. Al pari di Cioran, Ceronetti, Canetti, tutti giganti dell'epigramma, il nostro autore con impeccabile e puntiglioso stile, degno della migliore scuola umanista, va alla costante ricerca di ciò che di sorprendente riservano le parole e i loro accostamenti. Egli lavora con caparbietà sulle minime varianti linguistiche come sulle possibilità offerte dalle distinzioni grafiche e dall'arte del commento: corsivi, grassetti, parentesi, virgolette, note in calce. Ed è proprio grazie a questa strumentazione complessa e colta che riesce a sostenere senza mai fare una piega il ruolo del grande fustigatore dei costumi «accigliato e sarcastico, buffone di corte e impertinente 'sparvier grifagno'» commenta al riguardo il critico letterario Gino Ruozzi.
Partenopeo di nascita, Carlo Sorrentino vive dal lontano '76 a Ravenna. «Questa città era nel mio destino - spiega lo scrittore -, in merito c'è una storia strabiliante che sto provando a raccontare nel
mio ultimo lavoro, che sarà il quarto, dopo la serie de Il pappo e il dindi; e il fottere, serie di cui il primo volume è questo uscito lo scorso novembre». Una pubblicazione che arriva in età matura sulla soglia dei sessanta sessant'anni. «Prima, ero molto occupato dalla mia professione: sono stato un capitano di macchine di lungo corso (quarant’anni di salsa e di spumeggiante vita oceanica...). L'interesse per l'epigramma vero e proprio come forma letteraria arrivò sui trent'anni; praticare questo genere, di cui divoravo libri su libri, mi affrancava dal disinteresse che provavo nei confronti delle letture canoniche e ufficiali, che trovavo noiose.cominciai pure a cimentarmi nella scrittura aforistica, la qual cosa mi appagava molto. Divenne una passione, a volte una vera e propria ossessione» afferma Sorrentino. Che al riguardo racconta «Mi son ritrovato in due lustri e passa di rinfrancante attività sovversiva una immane congerie di congetture e 'sovrapensieri' – spettinati, scapigliati, arruffati – disseminati in quaderni squinternati e fogli svolazzanti». Tutto questa produzione finisce però puntualmente in cantina e lì ci rimane per lungo tempo, fino a quando l'epigrammista non si decide a tirarla fuori. «Per farlo ho dovuto mettermi in gioco come scrittore. Credetemi, una cosa è appuntare all’impronta, tutt’altra è dare un’impronta, un protocollo armonico ai propri (dis)appunti! Una fatica immane!» sottolinea lo scrittore. Che, utilizzando il linguaggio della sua stessa scrittura, del suo lavoro dice: «Il pappo, il dindi; e il fottere è una sorta di zibaldone, baldanzoso quanto ribaldo, ripartito in tre volume. Il primo, quello di cui stiamo parlando, si dispone in forma di calepino: uno scapigliato vagabolare tra i lemmi; i lemmi presi a prestito, pretesti per innescare mine stravaganti ad alto potenziale implosivo».
Ornella Fiorentini
Ornella Fiorentini è una pluripremiata poetessa e scrittrice. Vive a Ravenna dove fa parte del comitato di redazione della rivista bimestrale "It's different Magazine" per cui scrive articoli e racconti. Prima di A bocca chiusa ha pubblicato i romanzi noir Il cuore a fette (2004), Cuore d'artista (2006), La bambola di Solange (2009), la raccolta di racconti noir Teodora Degli Innocenti (2007), la raccolta di haiku e poesie in versi liberi "Diamanti (2009), il romanzo fantasy Obiettivo Veronika (2010), e il romanzo per l'infanzia Le stelle di San Lorenzo (2010).
Franco Costantini
Giornalista, enigmista, attore, poeta, esperto di metrica (per la quale ha sviluppato un rivoluzionario metodo didattico), l’eclettico Franco Costantini ha partecipato come lettore e come autore a numerosissime edizioni di RavennaPoesia. Spesso s’è esibito a fianco di Maria Giovanna Maioli.
Ha interpretato piccole parti in Tv,; come attore, preferisce esprimersi nel “teatro di poesia”.
Dal 2004 cura per conto del Comune di Ravenna uno spazio dedicato a poesia e musica nel corso della manifestazione estiva “Ravenna Bella di Sera”.
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Francesca Mazzoni –
Attrice, drammaturga e conduttrice di laboratori teatrali
Francesca Mazzoni debutta al Teatro Moruzzi di Noceto, vicino Parma con lo spettacolo “Numeriprimi Drops”, regia Simonetta Checchia. Lo spettacolo nasce da uno studio su Clitemnestra ed Elettra. Lo spunto nasce dal testo “Clitemnestra o del crimine” di Marguerite Yourcenar e si arricchisce di diversi apporti drammaturgici (Von Hoffmanstahl, O’ Neil, Omero e spunti nati dalle improvvisazioni della compagnia). Clitemnestra, dopo aver atteso il ritorno di Agamennone, lo uccide con l’aiuto del suo amante, Egisto. In scena una donna, che qui racconterà le motivazioni di questo atto tra diverse voci che le parlano. Una sorta di coro privato, voce di popolo o voce degli dei, che la donna ascolta, e che la costringe a muoversi su diversi livelli, già sapendo quale destino la dirige. Vive come in una dimensione extratemporale in cui esiste tutto nell’attimo in cui ella narra il proprio delitto e l’attrice che la interpreta affida questa dimensione al corpo che danza così come alla voce che racconta. La regina ritratta in scena diventa, quindi, come una sorta di antenna vivente condannata ad ascoltare onde radio senza tempo che le parlano in continuazione del misfatto compiuto. Confonderà in questa dimensione anche i suoi figli. Voci, fantasmi o realtà
Prende il via anche quest’anno “Corposamente”. La rassegna, nata dal progetto dell’Associazione Culturale “altriMenti”, sotto la direzione artistica di Andrea Bernabini, un interessante sviluppo dell'attenzione nei confronti di una panoramica sull'arte inconsueta e fresca.
Fresca perché espressione soprattutto di giovani realtà artistiche, che hanno trovato in "corposaMente" la possibilità di esprimersi e, cosa importante, di poter mostrare e verificare il risultato del loro impegno, opportunità che viene offerta fin troppo raramente.
“Liberata”
(primo stadio di liberazione) di e con FRANCESCA MAZZONI, (Italia), (teatro).
Anteprima nazionale, al teatro Alighieri, dello spettacolo 'Tu sarai mia, passione e morte di Anita Garibaldi di Aurora Bedeschi e Francesca Mazzoni con Francesca Mazzoni ed Emanuela Tesch. Al pianoforte Mirko Maltoni. Produzione Fondazione Museo del Risorgimento di Ravenna in collaborazione con le città brasiliane di Laguna e Florianopolis.
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INFO:
0544 422516 (Tribeca)
338 9843712 (Ivano Mazzani)
http://www.tribeca-ra.it
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Organizzatore
Tribeca lounge cafe'
Luogo e Indirizzo
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