Tavola rotonda / “percorsi inversi” lo sguardo tra infanzia e arte contemporanea Cesena
Cesena • Convegni & Seminari • Venerdì 29 Novembre 2013 • Ore 18:00
PERCORSI INVERSI”
LO SGUARDO TRA INFANZIA E ARTE CONTEMPORANEA
Conversazione a cura di:
Valentina Pagliarani e Fabiola Tinessa
INTERVENGONO ALL’INCONTRO: Maria Elena Baredi, Viviana Gravano, Chiara Guidi, Chiara Lagani, Giulia Mirandola, Rodolfo Sacchettini, Franco Togni, Mario Turci.
Partendo dai temi cardini che guidano il progetto di Borgo Indaco, infanzia e arte contemporanea, l’incontro intende indagare la possibilità di sviluppare dalla relazione tra questi due mondi l’ipotesi di nuove vie narrative, scardinando le formule istituite e concluse che spesso abitano il terreno educativo e pedagogico. L’idea di un “percorso inverso” propone la molteplicità del contrario, non semplicemente applicata ai bambini che si accingono a conoscere il mondo, ma anche a coloro che li guideranno nella lettura multiforme di esso. Citando Serena Giordano: “i bambini nascono artisti d’avanguardia e diventano pittori della domenica” sta a noi educatori tutelare e valorizzare questa loro naturale propensione per accompagnarli in un processo di crescita che si realizzi nel personale potenziale di ciascuno piuttosto che in una formula rigida e definita.
“Un pulcino diventa adulto in poche settimane, un gatto in qualche mese, una persona in 13 anni. Durante l’infanzia siamo quello che gli orientali definiscono Zen: la conoscenza della realtà che ci circonda avviene istintivamente mediante quelle attività che gli adulti chiamano gioco. Tutti i recettori sensoriali sono aperti per ricevere i dati: guardare, toccare, sentire i sapori, il caldo, il freddo, il peso e la leggerezza, il morbido e il duro, il ruvido e il liscio, i colori, le forme, le distanze, la luce e il buio, il suono e il silenzio tutto è nuovo, tutto è da imparare e il gioco favorisce la memorizzazione. Poi si diventa adulti, si entra nella “società”, uno alla volta si chiudono i recettori sensoriali, non impariamo quasi più niente, usiamo solo la ragione e la parola e ci domandiamo: quanto costa? a cosa serve? quanto mi rende?”. [B. Munari, Ciccì Coccò 1974-1981]
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Katrièm Stanzearti
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