L'evento è terminato in data 31 Gennaio 2020 alle ore 23:00.

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Venerdì 13 Marzo • 21:00

Palazzo Dolcini

Preludi all'amore con Luigi D'Elia e i Bevano Est Mercato Saraceno

Mercato SaracenoSpettacoliVenerdì 31 Gennaio 2020 • Ore 21:00

Preludi all’amore
Uno spettacolo di e con Luigi D’Elia e i BEVANO EST
con un racconto di Simonetta Dellomonaco

Regia di Simonetta Dellomonaco
Luigi D’Elia, voce narrante
Stefano Delvecchio, fisarmonica bitonica
Davide Castiglia, violino
Giampiero Cignani, clarinetto, clarinetto basso

INFO E PRENOTAZIONI 392 6664211



Tu tremi nell’estate. (C. Pavese)

C’è una stagione che l’erba profuma di sera, i piedi vogliono stare scalzi, la notte promette un tremito. In quella stagione all’orizzonte, se socchiudi un poco gli occhi, puoi scorgere una sfumatura, una nebbiolina, ma più leggera, una linea, densa. Quella è la linea delle storie, una foschia sottile che porta memorie, voci, carezze. Accade che quando ti investa tu ti possa ritrovare nudo, lì, sospeso e poi, e poi è subito sera. C’è da andare via. A volte, solo a volte, sulla pelle, ti rimane come una salsedine, umida. Quelle, sì, proprio quelle, sono le storie da raccontare. Quelle che rimangono sulla pelle.
Questo è un incontro di musiche e parole che vuole restituire quell’odore. Si parte da Torre Guaceto, un angolo di Puglia senza tempo, dai racconti dei suoi contadini, dalla voce delle stelle, dal battito delle sue acque: c’è la prima trebbia che dalle nebbie dal grande nord arriva nella folla fiorita di uno stralunato paesino di campagna perso nel grano, c’è Angiolina, che una notte di fuoco sua papà la porta a vedere la calcara, c’è Lino che suona e suona all’amore suo che è stato pizzicato, c’è un paese intero che di notte si mette in cammino sotto le stelle per arrivare in cima alla collina dove, anche questa notte, apparirà la balena. Questi e altri personaggi in un affresco di un tempo antico, dell’innocenza, un giro di fiabe sotto le stelle e a volte accade che a ballare a lungo, si finisca per volar via davvero.

C’è stata e c’è ancora un’Italia innocente, dura e fragile allo stesso tempo. Contadina, forse, e coriacea come le erbe selvatiche che si mettevano nella zuppa quando non c’era altro.come quel mondo, nascosto nelle attese o annidato nelle parole, negli sguardi, in alcune premure, precauzioni, di parlare all’altro rivolgendosi al suo cuore innocente e sperando di essere ascoltati proprio lì, in quello spazio non ancora nominato da nessuno.
Sono i preludi di quello che un giorno diventerà amore, forse, se potrà. Continuerà a cercare e ad aspettare anche quando quella parte innocente sarà stata maltrattata e si sarà offesa, togliendo la parola e il saluto a tutti e a tutto. Anche lì si possono ancora trovare i preludi e chissà, chissà se un giorno qualcuno avrà un po’ di compassione per raccontare, per non lasciarli soli.

Così succede che quando il mondo che conosciamo distrae il suo sguardo penetrante di separazione allora gli esseri viventi si incontrano, con le loro meraviglie e le loro miserie. Alcuni si innamorano, altri si perdono, altri invece raccontano, trasformandone i respiri in un unico grande caleidoscopio di storie colorate, profumate e saporite.
Preludi all’amore getta le sue radici nella tradizione orale, non per interpretarne le vicende, no, quelle vengono dai luoghi amati, che cristallizzano le emozioni, quelli a cui vuoi talmente bene che ti metti a cantarne le gesta anche se non hanno nulla di eroico, se non quella spinta a voler trasformare la miseria in soffice terreno fertile.
Allora il narratore si fa testimone ed è accompagnato dalla musica suonata dal vivo perché l’emozione a volte non la puoi nominare, ti resta in gola e viaggia per tutto il corpo che si mette a vibrare insieme alle note come uno strumento musicale.

Lo spettacolo è un affresco neorealista di un mondo che permane nel DNA ancora ribelle di un’Italia che si è globalizzata, che è diventata moderna, si è rinnegata. Ha venduto la sua anima rurale e magica degli spazi liberi e delle notti sotto le stelle, per vivere negli appartamenti di 2 camere cucina e bagno. Da pollo ruspante ad animale di allevamento (come ha detto Ugo Gregoretti). Qui il narratore, scopre insieme al pubblico dei mondi fatti di facce, di mani, di sudore, di corpi, di melancolie, di mancanze incolmabili, di attitudini più che di personaggi, che pure sembrano essere realmente vissuti e spesso lo sono.
Chi accetta di fare il viaggio nei preludi si ritroverà forse con un seme piantato nel corpo, che comincerà a germogliare a sua insaputa, secondo le modalità che sono quelle di ognuno, senza preavviso e senza volersi sovrascrivere al sentire di nessuno, ma evocando talvolta un’atmosfera propizia all’amore. Forse.
Simonetta Dellomonaco

Data

Dal
Al

Luogo e Indirizzo

Mercato Saraceno
Via Matteotti
Teatro Dolcini