La tempesta Forlì
Forlì • Concerti • Domenica 14 Aprile 2013 • Ore 21:00
Premio per il migliore allestimento - IV Festival Nazionale di Teatro XS Città di Salerno 2012
Per la molteplicità delle soluzioni di scenotecnica, per la fantasia dei materiali utilizzati, per la suggestiva compresenza di segni propri della nostra tradizione e di altri provenienti da tradizioni teatrali e antropologiche di paesi lontani ed esotici.
William Shakespeare
LA TEMPESTA
Regia Stefano Naldi
INFO E PRENOTAZIONI: 0543/756883 - 339/7097952 - 347/9458012 -
BIGLIETTERIA (apertura il giorno di spettacolo dalle ore 20) INTERO € 10,00
RIDOTTO € 5,00 (Riduzioni per Ragazzi dai 6 ai 25 anni, Over 65)
con:
Andrea Fedi
Enrico Monti
Giuseppe Verrelli
Simona Vitiello
e la partecipazione di Massimiliano Bolcioni
“Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni.”
E’ una frase spesso sentita e molto parafrasata almeno in tempi recenti dove pubblicità tv di note marche d’auto la fanno dire alla pur brava Uma Thurman ma nei panni di “Giulietta” giusto per stare in sintonia con l’auto ma non con il testo d’origine. Ci pensa però il regista forlivese Stefano Naldi a rimettere le cose a posto assieme al Teatro Delle Forchette. E almeno qua la famosa frase viene pronunciata da quel Prospero autore del caos creativo dal quale emerge l’onirica e fantastica vicenda, che brevemente ripercorriamo.
Il racconto inizia quando gran parte degli eventi sono già accaduti. Il mago Prospero, legittimo Duca di Milano, e sua figlia Miranda sono stati esiliati per circa dodici anni in un'isola dopo che il geloso fratello di Prospero, Antonio, aiutato dal re di Napoli, lo aveva deposto e fatto allontanare con la figlia di tre anni. In possesso di arti magiche dovute alla sua grande conoscenza e alla sua prodigiosa biblioteca, Prospero è servito controvoglia da uno spirito, Ariel, che egli ha liberato dall'albero dentro il quale era intrappolato. Ariel vi era stato imprigionato dalla strega africana Sicorace, esiliata nell'isola anni prima e morta prima dell'arrivo di Prospero. Il figlio della strega, Calibano, un mostro deforme, è l'unico abitante mortale dell'isola all'arrivo di Prospero. Provocato dalla avvenenza di Miranda, le propone di unirsi con lui per creare una nuova razza che popoli l'isola.
A questo punto inizia la commedia. Prospero, avendo previsto che il fratello Antonio sarebbe passato nei pressi dell'isola scatena una tempesta che causa il naufragio della nave.
Sulla nave c'è anche il re Alonso, amico di Antonio e compagno nella cospirazione, e il figlio di Alonso, Ferdinando. Prospero, con i suoi incantesimi, riesce a separare tutti i superstiti del naufragio cosicché Alonso e Ferdinando credono ognuno che l’altro sia morto.
La narrazione è tutta incentrata sulla figura di Prospero, il quale, con la sua arte, tesse delle trame in cui costringe gli altri personaggi a muoversi. Calibano incappa in Stefano e Trinculo, due ubriaconi della ciurma, che crede esseri divini discesi dalla luna, e cercano di mettere insieme una ribellione contro Prospero, che però fallisce. Nel frattempo, nasce una relazione romantica tra Ferdinando e Miranda. I due si innamorano immediatamente. Infatti il loro matrimonio sarà la causa della riconciliazione di Prospero con suo fratello Antonio. Infine Prospero rinuncia alla magia. Così come con questo testo, il penultimo, Shakespeare stesso rinunciò alla “ magia” del palco, abbandonando la recitazione. E per questo “La tempesta” può venire considerata una sorta di lettera di commiato da parte di un antico artista che per tutta una vita, come Naldi evidenzia, ha confuso e mescolato abilmente realtà e illusione fino a farne un unico sogno nel tempo. Tanti sapori ci sono in questa versione, dove anche Naldi ibrida le sensazioni, portandoci a vedere le maschere della Commedia dell’Arte sotto una luce che rammenta l’Opera di Pechino, dove Oriente e Occidente paiono confondersi come le origini stesse del Teatro. Giuseppe Verrelli, Silvia Chiocciolini, Andrea Fedi e Simona Vitiello raccontano e incarnano tutti i personaggi aggirandosi in giungle foreste e spiagge fatte di luci volanti e di teli come lunghe vele o fiumiciattoli di stoffa che scendono dalla “montagna sacra” dove dimora Prospero, il mago, il duca, il maestro kabuki, lo spirito del Noh… Il regista e attore forlivese Massimiliano Bolcioni rende omaggio all’opera del collega che fu suo allievo interpretando appunto Prospero, una antica Maschera Vuota e Spezzata, reduce da mille battaglie di palcoscenico,sopravvissuta a pagine e pagine di testi scritti, che ora necessita di riposo. Il gioco e la potenza evocativa di una maschera, il gesto e la voce gettati in una teatralità poliedrica e chiassosa quando non tragica sono le richieste di Naldi ai quattro interpreti, e la sua volontà di mostrare il volto dei Personaggi per far cogliere il Volto dell’Attore, la Maschera Primaria è indispensabile per condurci alla visione del Volto di Prospero, Autore-Attore come il suo interprete, che ritrova pezzettino dopo pezzettino il proprio volto umano demolendo il ruolo, così come anche la voce torna reale e presente da un mondo fatto solo di suono inciso che diviene immediatamente all’apparire del Vero, cimelio passato a sempiterna memoria. Si può dire quindi che Stefano Naldi riesca con questa sua visione e rilettura dolce amara de “La Tempesta” a mettere in scena soprattutto Shakespeare stesso più che il suo testo, e in fondo, è quel che dovrebbe accadere sempre in Arte, soprattutto quando autentica; è L’Opera che ci parla del suo Autore e non il contrario. Naldi ci racconta William Shakespeare, poi ci racconta La Tempesta, ci racconta la Commedia dell’Arte, ci racconta il suo pensiero di regista e le sue visioni di rilettore, e da quel che ne consegue sarà il tutto a raccontarci Naldi stesso. Forse cose che lui stesso non ha pensato di raccontare. Lo spettacolo infatti giunge da un laboratorio tematico e come spesso accade in questi casi, esattamente come nel testo del Bardo, da menti libere e scatenate in piena sperimentazione e ricerca emergono a volte “pensieri suicidi” … ma se d’artista puro, sempre estremamente colorati.
Data
Dal
Al
Organizzatore
Teatro delle Forchette T.D.F.
Luogo e Indirizzo
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