David Jesus + Alberto Farinasso Faenza
Faenza • Corsi di Formazione • Sabato 02 Novembre 2013 • Ore 20:00
Il 2 e 3 novembre Postrivoro ospiterà nella sala degli Angeli del Rione Bianco di Faenza la cucina di David Jesus, sous chef del ristorante Belcanto di Lisbona (1 stella Michelin), e gli abbinamenti alcolici di Alberto Farinasso, responsabile eventi di Slow Food.
La location di entrambi gli eventi è la sede del Rione Bianco di Faenza in Piazza Frà Sabba, 5.
E' possibile seguire gli aggiornamenti del programma di Postrivoro su Facebook e su Twitter cercando "Postrivoro". Per informazioni è possibile consultare il sito web (http://www.postrivoro.it) oppure inviare una mail a
Le attività sono riservate ai soci dell'associazione RAW Magna
La quota di partecipazione per il singolo evento è di 85€ con prenotazione online. Da settembre 2012 non è più possibile pagare in loco.
Il Postrivoro conta solo 20 sedute.
Tutti i partecipanti saranno contattati nei giorni prima dell’evento per conferma della prenotazione ed eventuale liberazione dei posti per la lista d’attesa
La quota di partecipazione non è rimborsabile, ma si può invitare qualcun altro ad utilizzarla prendendo accordi con l’associazione Raw Magna e scrivendo a
La partecipazione è, infatti, riservata ai soci ed è nominale.
David Jesus
Portoghese con il padre originario dell’India, David racconta: “sin da quando ero un bambino ho sempre amato cucinare e stare in cucina. I miei genitori incoraggiavano la mia voglia di imparare a farlo.Per me stare in cucina è essere al sicuro e fonte di conoscenza”.
Infatti, David vede l’arte culinaria come un modo per scoprire culture e tradizioni affascinanti. Un mondo pieno di tecniche da esplorare e persone da cui imparare.
“In cucina mi sento a mio agio e sto bene perché è lì che ho sempre condiviso i momenti migliori con i miei amici e la mia famiglia. Mia madre è portoghese e mio padre di Daman (Damao, l'enclave portoghese sulla costa occidentale dell'India.) e io ho enorme rispetto, e mi sento enormemente influenzato da entrambe le culture"
Alberto Farinasso
Nasce nel 1970, tondo tondo, a Bra, cittadina piemontese del Roero divenuta poi famosa per il movimento internazionale Slow Food a cui è profondamente legato professionalmente, ma forsanche atavicamente. “Nell’associazione della chiocciola, lavoro ormai da quasi 14 anni dopo la laurea presso il Politecnico di Torino in Ingegneria Aeronautica: non esattamente affine al mio lavoro attuale (nel periodo accademico avevo intuito che la mia indole mi avrebbe portato da un’altra parte, bisognava solo ascoltarla). Fortunatamente in una piccola città ci si conosce tutti e nel 2000 Carlin Petrini mi chiama a far parte del gruppo Eventi; è il mio primo vero Salone del Gusto da organizzare: incontro e conosco così i migliori produttori di vino e i più bravi artigiani del cibo d’Italia e del mondo, così come chef internazionali di alto livello o semplici osti dai più svariati paesi. E questo sempre attraverso il cibo e il vino (o il liquido) che lo accompagna”.
Ora è organizzatore dei grandi eventi di Slow Food dove si occupa dell’ideazione, ricerca e sviluppo delle attività di educazione al come i Laboratori del Gusto, gli Appuntamenti a Tavola, il Teatro del Gusto e Incontri con l’Autore.
Collabora stabilmente con le guide di Slow Food Editore in qualità di recensore di Slow Wine, Osterie d’Italia e guida alle Birre d’Italia.
“Ho avuto un eccellente maestro: mio padre, che grazie al suo lavoro di rappresentante vinicolo dei più grandi vignaioli di Langa, e grande appassionato della buona cucina (nonché amico dei più famosi ristoratori e cuochi della zona e non solo) mi ha introdotto sin dalla gioventù alle cose buone e ha formato il mio palato. Mi ha dato la chiave per l’accesso diretto ai grandi vini e il meglio di quello che la tavola offriva in termini di materie prime ed esecuzioni. Con lui l’apprendistato e il lavoro alla guida Vini d’Italia 1991, con sessioni di degustazione fianco a fianco ai migliori palati allora in auge, mi hanno formato e hanno determinato la mia prima passione: il vino. Mi ritengo un cercatore e assaggiatore instancabile. Mi definisco un bevitore appassionato e curioso più che un degustatore classico. Ho sempre amato di più svuotare le bottiglie con gli amici intorno a un tavolo che dare punteggi in una degustazione cieca. Mi piacciono le facce dei produttori e il loro racconto del vino più che le schede tecniche. Voglio ascoltare ciò che le bottiglie vogliono dire più che farle tacere con giudizi, spesso sommari e limitati a ciò che si conosce (sempre mai abbastanza comunque). Preferisco fidarmi del mio gusto, piuttosto che di giudizi preconfezionati o delle mode. Amo andare controcorrente più che uniformarmi. Ho pochi amici, spero buoni, tutti senz’altro “buoni” bevitori come me.
Il vino la mia ragion d’essere; la bicicletta e la corsa due compagne; il basket e la musica gli svaghi prediletti.”
Maggiori dettagli e informazioni sull'evento.
Data
Dal
Al
Organizzatore
Raw magna
Luogo e Indirizzo
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