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50 anni da Piazza Fontana in ricordo di Pinelli e Valpreda Cesena

CesenaTempo Libero
Da Sabato 14 Dicembre 2019 • Ore 19:00 a Domenica 15 Dicembre 2019 • Ore 01:00

Presso il Circolo Magazzino Parallelo - dalle ore 19:00
Evento co-organizzato da "Spazio Libertario Sole e Baleno" di Cesena https://spazio-solebaleno.noblogs.org/

In occasione dei 50 anni dalla Strage di Stato di Piazza Fontana a Milano, dall'arresto di Pietro Valpreda e dall'uccisione di Giuseppe Pinelli, precipitato il 15 dicembre 1969 dall'ufficio del commissario Calabresi dal 4° piano della Questura milanese, si terrà una serata per ricordare e respingere vecchie e nuove dimenticanze, vecchie e nuove bugie.

Durante la serata:
- Aperitivo Vegan
- Monologo di Daniele Barbieri "VI RICORDATE DI PIAZZA FONTANA? FU «STRAGE DI STATO»"
- Documentario video d'epoca
- Canzoni di lotta, d'amore e di lavoro con il duo "MARS ON PLUTO" di Bologna

*
Sono passati 50 anni dalla Strage di Piazza Fontana a Milano del 12 dicembre 1969, dalla morte di Pino Pinelli, precipitato da una finestra della Questura di Milano, tra la notte del 15 e il 16 dicembre 1969 e dall'arresto di Pietro Valpreda, accusato ingiustamente di essere l'autore dell'attentato alla Banca dell'Agricoltura.

"Il 12 dicembre 1969 è un venerdì, giorno in cui le banche sono più affollate del solito. A Milano nella Banca dell’Agricoltura di piazza Fontana la bomba scoppia alle 16,37: ci sono 17 morti (14 sul colpo) ed 87 feriti. Alcuni resteranno mutilati per sempre: vite distrutte eppure di loro non si è parlato quasi mai.
Ma c’è una diciottesima vittima legata a quell’infame strage.
Morirà in questura a Milano pochi minuti prima della mezzanotte del 15 dicembre (o forse pochi minuti dopo la mezzanotte sono versioni differenti ma importanti per giustificare che se ne occupi un altro giudice, quello che entra in turno alle ore 24).
Quella notte a Milano era caldo, strano per un 15 dicembre: da una finestra del quarto piano della questura milanese vola Giuseppe Pinelli – per tutti Pino – ferroviere anarchico.
Nessun colpevole per la sua morte sentenziarono anni dopo. Del resto, dopo molti processi, i giudici non condannarono nessuno per piazza Fontana.
E’ subito chiaro che la bomba del 12 dicembre non è il gesto di un folle o di un isolato. Infatti quel giorno erano previsti 5 attentati, concentrati in 53 minuti, a Roma e a Milano.
Dunque il 12 dicembre 1969 a Piazza Fontana c’è la prima strage di una lunga serie. E ci sono i primi morti di quella che poi verrà chiamata «strategia della tensione»".

Una strategia voluta non da pochi settori deviati dello Stato ma dalla classe dirigente di allora, dai comandi delle forze armate inquadrate nei nuclei della NATO, dai vertici dei servizi segreti e dall'Ufficio Affari Riservati (UAR) del Ministero degli Interni, in aperta collaborazione con i servizi americani, che si avvalsero della manovalanza dell'ambiente neofascista per commettere stragi e attentati al fine di far ricadere la colpa sul movimento di contestazione della sinistra extraparlamentare, e particolarmente sugli anarchici, e precipitare la società nella paura col proposito di promulgare infine nuove leggi limitative delle libertà politiche e civili.

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Giuseppe "Pino" Pinelli: Ferroviere e militante anarchico, sindacalista, responsabile della Croce Nera Anarchica che si occupava di supporto ai detenuti politici, dopo un prolungamento illegale del fermo di polizia, completamente senza prove, finì sul selciato della questura di Milano la notte del 15 dicembre del 1969. La famiglia, il movimento anarchico e più in generale la sinistra extraparlamentare, non hanno mai creduto alla versione ufficiale fornita dalla Questura, e cioè che Pinelli si fosse suicidato. Ancora più ridicola la giustificazione della sentenza dei tribunali, che parlerà di "malore attivo". E nonostante la riappacificazione simbolica, di fronte all’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, tra la moglie di Giuseppe Pinelli e la moglie di Luigi Calabresi, l’allora commissario ritenuto responsabile di quella morte, dimenticare non si può e non si deve.

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Pietro Valpreda (Milano, 29 agosto 1933 - Milano, 6 luglio 2002) anarchico, militante dei circoli anarchici lombardi e romani e del gruppo romano "22 Marzo", scrittore, poeta e ballerino, noto per il suo coinvolgimento nel procedimento giudiziario per la strage di Piazza Fontana, dal quale uscì pienamente assolto. Diventato un "mostro" da sbattere in prima pagina, si farà tre anni di carcere da innocente (periodo in cui scriverà annotazioni, lettere e poesie poi raccolte in volumi) e anni di processi, sino a quando il 1° agosto 1985 la Corte d'Assise d'appello di Bari lo assolve per insufficienza di prove, sentenza successivamente confermata dalla Corte di Cassazione. Parteciperà a convegni e manifestazioni del movimento, aprirà un locale (“La Barricata”) a Milano e scriverà tre libri noir: "Quattro gocce di acqua piovana", "La nevicata dell'85" e "La primavera dei maimorti". Morirà a 69 anni, da circa un anno malato di tumore.

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Daniele Barbieri, giornalista, scrittore e blogger imolese, si dice di lui: "Un piede nel mondo cosiddetto reale e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche".

Contatti:
Il suo blog: http://www.labottegadelbarbieri.org/

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I "Mars On Pluto" (David Sarnelli e Margherita Valtorta) si incontrano nel 2016 per accompagnare la presentazione del libro “Il sol dell’avvenire” di Valerio Evangelisti presso il CSA bolognese VAG 61. La comune passione per i canti sociali e di lotta sfocia quindi nella creazione di Mars on Pluto, un progetto che racchiude e sintetizza diverse stagioni della musica antagonista: dai “classici” della Resistenza all’omaggio al gruppo “Cantacronache” di Torino, fino alla ricerca di autori contemporanei, a modo loro impegnati a lanciare messaggi e provocazioni importanti (come “Bomba Intelligente” di Francesco Di Giacomo). Nel Maggio 2018 hanno registrato il loro primo CD autoprodotto, “Canti di lotta, d’amore e di lavoro”, presentato alla libreria Calusca di Milano.

Formazione:
- Margherita Valtorta: voce, toy piano, glockenspiel
- David Sarnelli: fisarmonica

Ingresso a offerta libera, tessera Arci obbligatoria.

Data

Dal
Al

Luogo e Indirizzo

Cesena
Via Genova 70
Magazzino Parallelo