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Ipercorpo 2017 - patrimonio Forlì

ForlìArte & Cultura
Da Lunedì 08 Maggio 2017 a Domenica 28 Maggio 2017

Dall'8 al 14 maggio le case popolari dell'ACER presenti attorno all'Ex deposito ATR, diventano il palcoscenico ideale per mettere in scena la vita delle persone o di una comunità di persone, gli abitanti del quartiere, visti nell'intimità della propria abitazione. Il progetto, a cura di Francesco Tortori di Spazi Indecisi, declina l’accezione di Patrimonio anche per interrogarsi (e interrogare) su cosa rimane, oggi, nonostante tutto e su cosa possa essere patrimonializzabile e perché.

Ci si avvicina all’inizio vero e proprio del Festival, domenica 21 maggio (ore 12) al Diagonal Club con il concerto Ortica_Una domenica radicale che vede unirsi i Carnero, vecchie e nuove glorie della scena punk/hard-core forlivese a Cuorinterra, che amano definirsi “custodi di api”, contadini fuori moda difensori delle biodiversità. Da questo incontro, nasce la particolarità e l’originalità del concerto.

Si apre a festa (a partire dalle 18) l’EX deposito ATR, giovedì 25 maggio, con una fitta programmazione dalle 19.30 alle 23.30 l’installazione sonora di Gandini/Fabbri/Neri dal titolo (RI)SUONO_Nel nome di un padre (in replica anche nei giorni successivi) e a seguire (ore 20.30, in replica anche il giorno successivo) ZimmerFrei sbarca a Forlì con Family Affair con seconda tappa italiana di un progetto di teatro documentario e partecipativo che dura da più di due anni e che ha coinvolto 9 città d’Europa. Una serie europea che ritrae la famiglia contemporanea, adottando ogni volta un punto di vista diverso. Per l’episodio forlivese, il collettivo ZimmerFrei è alla ricerca di storie di traslochi, trasferimenti, cambi di rotta, peregrinazioni, partenze e ritorni, viaggi, intermittenze e fughe. E altrettante storie di radicamento, assestamento, ambientamento, adozione di un luogo che ora si possa chiamare casa, per scelta o per caso.

Prosegue la serata l’artista eritrea Muna Mussie (ore 22) che, con l’opera Milite Ignoto, attraversa un patrimonio di storie personali e collettive, partendo da due parole che rappresentano un monumento simbolico e reale alla memoria ma che rifiutano di riconoscere un’identità precisa.

Venerdì 26 maggio Città di Ebla presenterà (alle ore 22) Corpo centrale, osservazione e racconto di uno spazio di Forlì, il Viale della Libertà, progettato alla fine degli anni '20 come luogo monumentale, che oggi è snodo di pendolari,viaggiatori, studenti, sportivi, treni, bus, auto, biciclette, luogo di formazione, di incontro, di connessione al mondo del lavoro. Città di Ebla lo ri-guarda con un vasto progetto in cui fotografia, video, danza, registrazioni audio, sviluppano la linea di ricerca iniziata con The Dead (replica anche sabato 27 maggio).

Silvia Gribaudi e la compagnia catalana Societat Doctor Alonso sono i protagonisti della serata di sabato 27 maggio. Alle ore 20 R.OSA rappresenta la possibilità, dettata dallo sguardo ironico della Gribaudi, per una performer,
Claudia Marsicano di instaurare una relazione diretta con gli spettatori. Tramite l’incedere di 10 esercizi di virtuosismo,si andrà ad approfondire l’indagine impietosa di Gribaudi sul corpo e sul suo ruolo sociale grazie a uno spassoso one woman show che spazia dall’immaginario di Botero a quello di Jane Fonda.
Alle 22 Anarchy di Societat Doctor Alonso ci farà vibrare i polsi con “un esperimento tra caos e ordine” per capire il rapporto tra il potere, la libertà dei singoli e la responsabilità individuale. Mentre una donna racconta momenti personali e collettivi di storia recente, tra rivoluzione e anarchia, ideali appassionati e voglia di cambiare il mondo, gli spettatori hanno a loro disposizione 40 chitarre elettriche amplificate con cui realizzare dal vivo la colonna sonora dello spettacolo.

La serata di domenica 28 si apre con il Coro Alpino Monte Orsaro (ore 19) e alle ore 21 prosegue con Xebeche di gruppo nanou, molto più che una compagnia ospite. La presenza di nanou rappresenta la possibilità di una collaborazione di lungo tempo che nella continuità ha trovato un dialogo possibile con il Festival. L’immaginario di gruppo nanou ha un filo diretto e personalissimo con il cinema. Qui il titolo dello spettacolo arriva da una battuta del film Dead Man di Jim Jarmusch: “Il mio nome è Xebeche “colui che parla ad alta voce senza dire nulla”. Preferisco essere chiamato Nessuno.”. E il rapporto tra l’identità, la sua dissolvenza, le forme molteplici della figura umana e il rigore della geometria degli spazi in cui può agire, si giocano sulla scena con razionale strategia creativa attraverso i corpi, le ripetizioni e le continue trasformazioni.

Italian Performance Platform
Per il quinto anno, prosegue l’Italian Performance Platform, la piattaforma per operatori internazionali ospitata dal festival Ipercorpo a cura di iagostudio e Città di Ebla. Quest’anno questo appuntamento si arricchisce il 26 e 27 maggio a Forlì, di una Masterclass Internazionale chiamata Scena Europa durante la quale quattro operatori europei mettono a disposizione il proprio patrimonio esperienziale e professionale.
La masterclass è rivolta a tutti coloro che lavorano o intendono lavorare nell’organizzazione, promozione, distribuzione e comunicazione dello spettacolo dal vivo in Italia e all’estero e ha l’obiettivo di insegnare strategie e tecniche per dare visibilità e diffondere i propri spettacoli all’estero, entrare in network internazionali, sviluppare nuove strategie di audience involvement e development, sondare modalità innovative per attivare residenze artistiche e spazi culturali alternativi. La masterclass prevede 5 moduli di lezione (10 ore) e 2 moduli di consulenze individuali (2 ore), una pratica efficace che consente ai corsisti di ricevere indicazioni personalizzate in merito ai propri progetti specifici. Le lezioni sono in lingua inglese e l’utilizzo di slide, griglie e sinossi in italiano consentono una comprensione immediata.
I docenti sono Iva Horvat, direttrice dell’agenzia di promozione internazionale Art Republic di Barcellona, Stéphanie Pécourt direttrice de Les Halles Saint-Géry /già direttrice Agence Wallonie Bruxelles Théâtre et Danse di Bruxelles,Mojca Jug curatore artistico dei festival Stara elektrarna e Mladi levi di Lubiana), Silvja Stipanov direttrice Ganz Novi Fest e referente Department of Culture "Culture of Change" Student Center, University of Zagreb.
Iscrizioni alla mail mob 338.3246269, costo della Masterclass €110

RASSEGNA VIDEO DANZA
Oltre al consueto appuntamento con la Danza in 1 minuto, contest per la danza in video più seguito e amato in Italia, quest’anno il festival ospita le opere dello scozzese Billy Cowie e dello svedese Pontus Lidberg per arricchire ancor di più la programmazione di questa sezione.

MUSICA
Il suono di questa edizione del festival muove dal concetto di patrimonio concentrando la propria indagine attorno all’etimologia vera e propria del termine, ovvero “compito del padre” o ancora “cose appartenenti al padre”. Un invito a (ri)costruire un patrimonio personale, collegando cose anche distanti tra loro ma strettamente legate all’evento e al suo dipanarsi nel tempo.
Scelta, conoscenza, raccolta, archiviazione o distacco.
Come formiamo il nostro gusto? E come ci relazioniamo con esso? Con quello che ti danno, fin da subito, quello che erediti. E con quello che rinneghi, ad un certo punto, quello che scegli. Qui sta l’assetto cromosomico dell’ascolto di ciascuno, di un senso personale di ricerca o di un’accoglienza passiva del suono e delle sue forme.
Una storia sempre unica, che sedimenta il patrimonio e abbraccia il conflitto.

ARTE
La sezione dedicata all’arte, curata da Cecilia Canziani e Davide Ferri, propone tre visioni attorno alla parola Patrimonio. Francesco Arena, Anna Scalfi Eghenter e Raphaël Zarka offrono diverse possibili letture, invitando il pubblico a incontrare le opere nella città di Forlì. Il patrimonio è infatti un capitale culturale di beni materiali ma anche di azioni, abitudini, sguardi, è l’opera ed è anche il paesaggio che la circonda, è storia, memoria, lingua.
L’intervento di Anna Scalfi consiste nella collocazione in diversi punti della città di una serie di targhe che recano l’indicazione ‘paesaggio privato’, un invito a riappropriarsi non solo di luoghi negati e spazi non percorribili della città, ma di punti di vista, di punti per una vista. Presentata nel 2012 sotto forma di prototipo, ed esposta nuovamente questo autunno nell’ambito della 16 Quadriennale di Arte di Roma, viene per la prima volta predisposta come processo da costruire collettivamente per la città di Forlì in occasione di Ipercorpo. Il lavoro di Raphael Zarka è un’indagine sulla scultura come forma attraverso la quale leggere lo spazio. In questa occasione una replica in negativo di una scultura di Tony Smith collocata nella piazza antistante ai Musei San Domenico, trasformata in una rampa agita da un gruppo di skaters diventa un dispositivo per risemantizzare luoghi e opere attraverso una loro pratica. Francesco Arena restituisce attraverso forme ascrivibili alla scultura episodi e fatti della storia recente sottaciuti, dimenticati o contestati restituendoli in questo modo al nostro patrimonio culturale.
Ad essi si aggiunge la presentazione di Memorie di Pietra, screening a cura di Cecilia Canziani e Maya Schweizer, che si concentra sulla forma materiale della memoria, analizzando la relazione degli artisti contemporanei con i monumenti attraverso l’analisi, la ricerca documentale e la rappresentazione quali strumenti per rielaborare nel presente la memoria dei fatti storici di cui essi sono testimoni.
Ingresso: a pagamento
Tariffa intera: 5.00€ a spettacolo; Ingresso Ex Deposito ATR, tariffa unia 2.00€

Maggiori dettagli e informazioni sull'evento.

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Forlì

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